lunedì, febbraio 08, 2010

Redhat e la virtualizzazione

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Oggi volevo segnalarvi questo video promozionale di RedHat perchè contiene molti aspetti della virtualizzazione che da tempo anch'io cerco di trasmettere e che infatti si trovano nel post "Virtualizzazione dei server: software, linux, windows - Quali vantaggi?"

In particolare volevo sottolineare due barriere che frenano molti di quelli che si approcciano alla dematerializzazione dei server:
  1. Performance. Molti pensano che essendoci più server virtuali dentro ad uno fisico, i primi abbiano prestazioni completamente diverse o comunque molto più scadenti rispetto alla soluzione tradizionale. Sia per esperienza, che confortato dai dati di RedHat che sicuramente la sa più lunga rispetto a me, posso affermare che la forbice differenziale è minima! Tanto che nel caso medio un server virtualizzato è indistinguibile da uno reale!
  2. Sicurezza. Più densità software = più insicurezza. Questa equazione è la base (spesso inconscia) di vita di molti sistemisti moderni. Nel caso della virtualizzazione questo non è più vero perchè si aggiunge una componente fondamentale e cioè l'isolamento! La tecnologia ormai è solida e collaudata ed è diventato più semplice separare server e applicazioni in modo che un breaking attack (virus, defacement, ecc..) andato a buon fine non possa propagarsi al resto dell'infrastruttura.
Gli altri vantaggi sono presentati nel post già citato e li riprenderò in un mio prossimo video di presentazione.

Veniamo ora alle caratteristiche tipiche della soluzione proposta da RedHat.
  • Nasce come una soluzione basata su Hypervisor (layer di virtualizzazione leggero) basato su KVM, ma può scalare a livello di virtualizzazione completa (per le differenze vedi sempre lucidi di riferimento)
  • Ha un'interfaccia di gestione molto potente che consente la migrazione "live" (da accese) delle VM. 
  • La caratteristica precedente consente altre tre operazioni molto potenti:
      1. Il bilanciamento del carico
      2. L'adattamento dei consumi su base oraria
      3. La possibilità di "svuotare" un server fisico per poterne effettuare la manutenzione. Questa è tra le caratteristiche che preferisco tra quelle offerte dalla virtualizzazione è cioè la possibilità di effettuare operazioni critiche con la rete di sicurezza. Prima i trapezisti sistemisti volteggiavano senza cavo e rete di sicurezza o non ve ne siete mai accorti???
  • Come strumento di sicurezza integra SELinux. Mai sentito parlarne in questo blog? :D
  • Avendo una base opensource dovrebbe avere costi competitivi rispetto ad altre soluzioni di virtualizzazione enterprise (VMWare ESX??)
Bene ora  vi lascio a Navin Thadani responsabile della sezione Virtualization Business di RedHat che vi presenterà anche in maniera grafica quanto finora vi ho raccontato io.



    E voi cosa aspettate a virtualizzare? Non vi ho ancora convinto?

    Byez

    Ci sono delle persone che sono state considerate coraggiose perché avevano troppa paura per scappare. 

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