giovedì, febbraio 11, 2010

Le novità della Virtualizzazione in Red Hat Enterprise Linux 5.5 Beta (RHEL)

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Red Hat Enterprise Linux 5.5 - Release Notes Beta - Release Notes

Quali sono le novità relative alla Virtualizzazione in Red Hat Enterprise Linux 5.5 Beta? Questa non è una delle versioni principali in cui vengono introdotte feature epocali, ma secondo me, quando vengono introdotte in questa distro professionale è sempre bene prenderle in considerazione.

I cambiamenti principali introdotti in particolare nel sottosistema relativo alla virtualizzazione sono 2:

  1. E' stata introdotta la possibilità di variare l'uso della quantità di RAM allocata alle Virtual Machine (VMs) a macchine accese.

    Non è una novità così interessante per chi usa VMware in quanto questo succede già, ma nelle precedenti implementazioni di KVM per variare la quantità di RAM allocata ad una Virtual Machine bisognava spegnerla.



    La tecnica usata è quella detta "memory balloonig" dove viene "gonfiata" o "sgonfiata" la RAM a disposizione delle VMs.

    A dire il vero non è l'unica tecnica usabile per gestire in modo intelligente la RAM. A mio avviso in questi casi potrebbe essere interessante la "Content-Based Page Sharing" dove l'hypervisor trova le pagine in memoria che hanno lo stesso contenuto e rimuove i doppioni liberando RAM fino ad arrivare al paradosso che le VMs vedono più memoria di quanta ce ne sia fisicamente disponibile. Nel kernel di linux questa tecnica viene chiamata Kernel Samepage Merging (KSM) - Memory deduplication. Queste caratteristiche se non essenziali nei server di fascia alta dove 32GB di RAM non rappresentano un problema potrebbero essere fondamentali invece nei contesti a bassa disposizione di RAM fisica (PMI - 1).

  2. E' aumentata la trasparenza delle periferiche PCI verso le VMs. Per fare un esempio dell'utilità di questa opzione posso citare la possibilità di creare dei centralini o sistemi IVR virtuali che richiedono notoriamente delle schede dedicate per l'interfacciamento alla rete telefonica. Queste schede spesso PCI risultano di difficile digestione già alle macchine fisiche, figuriamoci virtualizzarle. Asterilsk per esempio ha una casistica ben definita.
Personalmente penso che da quando KVM è stato introdotto nel kernel per dimostrare come si poteva con poche centinaia di righe di codice costruire un layer di virtualizzazione a queste ultime caratteristiche i passi in avanti sono stati molti e alcuni incredibili se pensiamo che un colosso come Red Hat ha deciso di basare le proprie mosse su questo software in  un settore così strategico.

Voi che ne dite?

Byez

Riferimenti:

Ascoltate il linguaggio del futuro. La parola scomparirà del tutto ed è
così che si parleranno gli esseri umani

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