mercoledì, febbraio 10, 2010

La virtualizzazione e i supercomputer

- post<li> - Permalink

Oggi volevo parlavi (se ci riesco) di due argomenti un po' inusuali se pensati in coppia e cioè la virtualizzazione e i supercomputer.

I supercomputer sono dei simpatici oggettini come quello qui a fianco e che vorrei presentarvi.

Si chiama Red Storm, è sotto la proprietà della Sandia National Laboratories, si trova ad  Albuquerque in New Mexico (USA).

Il computerino è attualmente al 17° posto della lista dei top 500 supercomputer grazie ai suoi  38208 ed una architettura di interconessione praticamente 3D. Ulteriori dettagli sull'implementazione fisica si possono trovare nei riferimenti.

Bene, un'altra particolarità di questo computer è data dall'infrastruttura software che ha al suo interno molta virtualizzazione.

La cosa può sembrare strana in quanto in un sistema dove si misurano solo le performance una componente che le fa diminuire dovrebbe essere esclusa senza nessun dubbio.

E invece no.

Infatti il layer di astrazione fornito dalla virtualizzazione permette di slegare il sistema operativo dall'hardware sottostante rendendo qui più flessibile l'utilizzo del supercomputer.

Ecco che allora il supercomputer diventa immediatamente più fruibile in quanto gli utenti non devono più riscrivere le proprie applicazioni per renderle compatibili con la parte fisica dove verranno eseguite.

La parte più interessante è che i ricercatori hanno notato solo una differenza del 5% tra l'esecuzione diretta sull'hardware e quella virtualizzata e solo su due applicazioni critiche.

Le macchine virtuali usano un sistema operativo linux "leggero" ottimizzato per l'esecuzione distribuita chiamato "Kitten" e la gestione delle stesse è affidata ad un framework chiamato V3VEE il cui componente di punta si chiama Palacios

Palacios è un Virtual Machine Monitor (VMM) che lavora a stretto contatto con Virtuoso, ovvero un software che pianifica l'uso delle risorse e cerca di predirne l'utilizzo da parte delle virtual machine distribuite all'interno del supercomputer.

La virtualizzazione si conferma quindi uno degli strumenti più versatili con cui lavorare se riesce a trovare posto anche in un ambiente così particolare come quello dei supercomputer.

E voi che ne pensate?

Byez

Riferimenti


Le cime più alte son più sbattute dal vento.

Nessun commento:

Articoli correlati divisi per etichetta



Widget by Hoctro