giovedì, gennaio 12, 2006

Un informatico per gli ultimi

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In questo mio primo post volevo proporre una riflessione che mi pongo da un po' di tempo.

Cosa può fare un informatico per gli altri? Per gli altri intendo i più poveri, i più deboli e per rendere concreto il concetto mi immagino per esempio i bambini africani.

Per molto tempo la mia risposta è stata desolante... Sono persone che non hanno risolto il problema della soddisfazione dei bisogni primari come mangiare, vestire e salute... a cosa possono servire loro le conoscenze di un informatico? NIENTE.

O forse NO?

La prima risposta è troppo semplicistica e non mi ha mai soddisfatto fino in fondo, mentre la seconda dubitativa mi ha dato spazio per poter approfondire l'argomento.

Nella mia ricerca di una risposta mi ha molto aiutato una trasmissione radiofonica che mi tiene compagnia al mattino mentre mi reco al lavoro.

La trasmissione è Rai Radio1 - Il pianeta dimenticato che in molte occasioni ha parlato dell'argomento.

Come per esempio durante la puntata Il Dio internet che puo' salvare l'Africa dove si parla appunto di come può Internet aiutare a risollevare le sorti di un continente.

Tra le altre considerazioni emergeva per esempio come gli "scarti" informatici come i pc che noi dismettiamo perchè ormai non più performanti possono essere una risorsa non trascurabile per le scuole africane.

In proposito segnalo anche l'iniziativa http://www.informaticisenzafrontiere.org/ che ben si inserisce in questo contesto.

Alcune ricerche come quella di Negroponte e il suo PC a Manovella assumono un senso di lettura più completo.

Far arrivare Internet e la corrente elettrica negli sperduti villaggi del Congo può aiutare a far crescere, seguire e fornire consulenze a distanza a medici e infermieri del luogo ecco che allora si fanno circolare le conoscenze e non le persone. Un singolo specialista può coprire un vasto territorio.

Ecco allora che comincia a crescere una consapevolezza che forse QUALCOSA possiamo fare almeno in due modi:

  • Indiretto - tramite la diffusione di concetti che aiutano l'informatica paritaria e solidale come i concetti di OpenSource, Standard Aperti , Comunità e Circolazione delle conoscenze.
  • Diretto - lavorando sul campo a vario livello come gli Informatici senza Frontiere prima citati. Ovviamente questo secondo metodo è più impegnativo ma non proibitivo.
La mia ricerca parte da qui e continua.

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